REGISTRO UFFICIALE OSTEOPATI: “ufficiale” rispetto a cosa?

Pubblichiamo un articolo del VicePresidente del CPO, Paola Sommaiuolo, che sottolinea l’auto-referenzialità del Registro degli Osteopati d’Italia (ROI), in relazione alle ultime iniziative ed interventi. 

http://issuu.com/cpo.osteopatia/docs/registro_ufficiale_osteopati_-_uffi

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OSTEOPATIA e OSTEOPATI: profili e status

Al link qui di seguito è possibile consultare un interessante articolo riguardante il profilo dell’Osteopata. Il testo è stato pubblicato dal Comitato Promotore Osteopatia.

http://issuu.com/cpo.osteopatia/docs/osteopatia_e_osteopati_-_profili_e_

OSTEOPATIA: il dibattito continua

Negli ultimi mesi abbiamo assistito al vivace dibattito tra la Presidente del ROI Paola Sciomachen e Davide B. Albertoni, Presidente Nazionale del Gruppo di Terapia Manuale (AIFI), che si è svolto tramite lettere inviate al direttore di Quotidiano Sanità.  E’ intervenuto anche Carlo Broggini, Presidente Associazione Professionale Osteopati. Riportiamo qui di seguito tutti gli interventi pubblicati: 

IL FUTURO DELL’OSTEOPATIA AL SENATO: Finalmente un po’ di chiarezza per gli osteopati!

Si è svolta il 6 marzo 2015 a Roma, presso il Senato della Repubblica, una conferenza informativa che pone il riconoscimento dello status professionale dell’osteopata come punto fondamentale per la sua tutela e per il suo futuro

di Andrea Carfi

Promossa dall’U.O.I. (Unione Osteopati Italiani), con la collaborazione del C.P.O. (Comitato Promotore per la formazione delle competenze dell’Osteopata) e di Confosteopatia (Confederazione Istituti di formazione degli Osteopati), la conferenza informativa che si è svolta il 6 marzo 2015 a Roma presso l’Istituto Santa Maria in Aquiro (Senato della Repubblica), grazie al personale interessamento del Senatore Domenico Scilipoti Isgrò, ha fatto emergere questioni chiave legate al ruolo e all’immagine sociale dell’osteopata come libero professionista, fissando un percorso definito e chiaro per la professione. 

Gli interventi dei relatori si sono concentrati sull’importanza della tutela del professionista osteopata, sui concetti di aggregazione, assistenza, consapevolezza come punti cardine dello status di osteopata (Nausicaa Oliverio D.O. Presidente U.O.I.), sulla necessità, per le scuole di osteopatia, di imporre degli elevati parametri standard di qualità per la formazione (Dario Silvestri D.O., Vice Presidente Confosteopatia), sull’esigenza di stabilire delle regole deontologiche  per la professione (Avv. Maria Teresa Bergamaschi, presidente C.P.O) e sulla consapevolezza dell’esistenza di opportunità governative, regionali e statali che possono portare al riconoscimento della professione di osteopata (Avv. Prof. Roberto Emanuele de Felice). 

“Che meraviglia capire finalmente, in modo chiaro ed approfondito, qual è la strada da percorrere per il riconoscimento dello status professionale di osteopata”: questo è ciò che ha espresso con entusiasmo Nausicaa Oliverio D.O. (Presidente U.O.I.) dopo la conclusione della conferenza, mentre Paola Sommaiuolo D.O. (Vice Presidente C.P.O.) ha aggiunto che “sostenere il piacere della conoscenza rappresenta la spinta aggregante che rende l’uomo libero di diritto; questa è la visione rivoluzionaria del CPO, la consapevolezza che diviene il motore dell’agire”.

Cultura, informazione, trasparenza e chiarezza sono state le parole chiave che, durante la conferenza, si sono imposte come linee guida per le prossime iniziative di questo “trait d’union” (Unione Osteopati Italiani, Comitato Promotore per la formazione delle competenze dell’Osteopata e Confosteopatia): iniziative che si preannunciano capitali per l’osteopatia nel suo immediato futuro.

COMUNICATO STAMPA

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VIDEO GIORNATA INFORMATIVA

Status dell’Osteopata – Giornata Informativa al Senato

VIDEO INTERVISTE

Maria Teresa Bergamaschi

Nausicaa Oliverio

Fabio Stadio

Dario Silvestri

Danilo Dell’Armi

Riconoscimento OSTEOPATIA, facciamo il punto della situazione.

Sono passati alcuni mesi dagli ultimi avvenimenti salienti, sul fronte del riconoscimento dell’osteopatia. Si sono susseguiti nel frattempo molti sforzi, molte iniziative, molte parole.
Ma qual è la situazione attuale?
Dal punto di vista legislativo il riconoscimento dell’osteopatia procede su due diversi binari (senza avanzare realmente però!).

1- DDL 1324
Il disegno di legge 1324 è stato presentato al Senato il 21 febbraio 2014, da allora si sono susseguite numerose discussioni, che hanno portato a diverse modifiche, tra cui l’abolizione di due dei tre emendamenti riguardanti l’osteopatia (tra cui quello presentato dal ROI) e la modifica integrale dell’emendamento rimasto. Il disegno di legge non è ancora stato approvato dalla commissione, ma, nel corso dei mesi, la frequenza delle sedute durante le quali si è discusso questo emendamento è andata progressivamente diminuendo e, quindi, passerà ancora del tempo prima di poter vedere il DDL discusso in assemblea. La riforma della sanità del Ministro Lorenzin è attualmente arenata in Commissione.

2- DDL 2518
Se per il DDL 1324 l’iter sembra essere lento, per il disegno di legge presentato dall’On. Binetti l’iter non è neanche iniziato: presentato il 7 luglio, assegnato alla Commissione Affari Sociali il 10 settembre, discussione mai iniziata.
Abbiamo assistito anche ad alcune nuove posizioni che danno un’alternativa con l’obiettivo di portare avanti i progressi dell’osteopatia con maggiore realismo e praticità. Speriamo vivamente che vengano seguite e perseguite fino al raggiungimento di qualcosa di CONCRETO.

Giornata informativa CPO – ROMA

Sabato 31 gennaio si è tenuta a Roma una giornata informativa, organizzata dal CPO.

Tema dell’evento il “Riconoscimento dello status dell’Osteopata in Italia.”

Gli interventi sono stati effettuati dai direttori di alcune scuole (Paolo Zavarella – CROMON, Giusva Gregori – SOSI), dalla neo-presidente avv.ssa Bergamaschi e dal segretario Danilo Dell’Armi.

Importante il contributo apportato dall’avv. De Felice, che ha esaustivamente presentato aspetti, criticità e strategie volte all’ottenimento di uno status riconoscibile dell’Osteopata.

GUARDA IL VIDEO

cpo-31gen

 

NUOVO DDL BINETTI

Ultimamente ci siamo concentrati su quanto sta accadendo al Senato, ma nel frattempo alla Camera….

L’Onorevole Binetti (che tutti ricordiamo per l’interrogazione di marzo, che portò l’attenzione sull’osteopatia) ha presentato un altro Disegno di Legge, il 2518, in data 7 luglio 2014, che tratta specificatamente l’“Istituzione della figura professionale dell’osteopata”.  

Riportiamo, a fine articolo, il link della pagina del Disegno di Legge che è possibile leggere integralmente, ma andiamo ad analizzare i passaggi, a nostro avviso, più salienti:

 1.    Viene stabilito un Corso di Laurea a ciclo unico, con test di ammissione. Particolare rilevanza è riservata al tirocinio clinico. La prova finale ha valore di esame di stato.

2.    Tali corso deve essere istituito entro sei mesi dall’approvazione del decreto. Sembrerebbe improbabile, ma viene aggiunto che tali corsi possono essere istituiti “anche in regime di compartecipazione con istituti di formazione in osteopatia pubblici o privati accreditati”. Questo significa che le università potrebbero attivare i suddetti Corsi di Laurea in Osteopatia avvalendosi dell’accreditamento presso Istituti, Accademie e Scuole di Osteopatia, che già operano sul territorio. Non ci sarebbero grossi oneri a carico delle Università e le Scuole di Osteopatia già esistenti, che operano da anni sul territorio, spesso garantendo alti livelli di formazione, non sarebbero costrette a chiudere, per lasciare spazio ad una formazione strettamente universitaria. Sarebbe un’ottima occasione, per le Scuole meritevoli, di vedere accreditati i propri percorsi in Osteopatia. Ma possiamo realmente credere che Ministero della Sanità, Ministero dell’Istruzione e dell’Economia cederebbero la mano esternalizzando per la prima volta e rinunciando ad onori e guadagni? Per la prima volta sottrarrebbero la propria egida in nome di progresso e sana cooperazione?

3.    Viene istituito l’ordine e l’albo professionale degli osteopati. Un nuovo albo? Il nuovo DDL prevede l’istituzione di diversi albi tra cui uno piuttosto ampio che raccoglie numerose professioni sanitarie… siamo sicuri che ne aggiungeremmo uno, un altro ancora? per poche migliai di operatori? Lo vorremmo, senz’altro, ma succederà? Lo speriamo … ma è sufficiente sperarlo?

4.    Per quanto riguarda il riconoscimento dei titoli pregressi le modalità sono simili a quelle enunciate negli emendamenti al 1324 dell’On. De Biasi e dell’On. D’Ambrosio Lettieri et al.: si parla dell’istituzione di una Commissione, composta da membri del Ministero della Salute, del Ministero dell’Istruzione e dell’ordine professionale degli osteopati sopra citato. Chi deciderà cosa e con quale criterio verranno scelti tecnici, parametri, etc …? Inutile appellarsi alle linee guida dei benchmarks dell’OMS, quando in Europa abbiamo un’assoluta eterogeneità normativa in campo osteopatico (sanitario, non sanitario volto alla promozione della salute, non normato, …)

5.    La suddetta Commissione sarà attiva per 6 anni, in modo da valutare i titoli già conseguiti e da permettere agli studenti che stanno attualmente frequentando un corso di osteopatia di completare il proprio iter e vedere valutato e riconosciuto il proprio titolo. Saranno permessi ben 6 anni di latenza ed integrazione?  Lo speriamo.

L’esame di questo DDL è stato affidato alla Commissione Affari Sociali della Camera, ma non ha ancora avuto inizio.
Trattando unicamente la questione osteopatica e partendo dalla Camera, è possibile che l’iter di questo disegno di legge risulti essere più breve rispetto a quello del 1324… forse.

Noi lo speriamo.

Pagina del DDL 2518

Testo del DDL in PDF